Simboli che sussurrano all’anima

Maister Eckhart quando definisce gli archetipi ci dona una poetica e allo stesso tempo scientifica definizione che comprenderemo a breve:

“Quando l’anima desidera sperimentare qualcosa, proietta davanti a sé un’immagine dell’esperienza per poi entrare dentro di essa”

Le immagini simboliche rappresentano molto più che semplici informazioni, sono capaci di racchiudere in sé infinite possibilità. La forza dei simboli prende forma in tutti gli aspetti della nostra vita, attraverso proiezioni inconsce, che possono rimanere oscure/ignote o diventare illuminanti/manifeste.

Cosmic Essences ha analizzato, studiato e scelto quattro simboli/archetipi con riferimenti archeologici e geografici precisi per rappresentare al massimo i quattro Elementi: TERRAE – AQUA – AER – IGNIS.

Linee energetiche (The Energetic Art Lines) in grado di suggerire l’essenza e la sintesi di ogni singolo Elemento, che traggono la loro forza da simbologie e geometrie sacre che studi scientifici hanno ormai ampiamente dimostrato il funzionamento con il nostro cervello/corpo/ psiche.

 

TERRAE

Per l’elemento Terra è stato scelto il tempio a pozzo di Santa Cristina in Sardegna, Paulilatino (OR).

Risalente alla civiltà Nuriagica (3500 anni fà) questo tempio a pozzo è stato costruito nel 1000 a.c.. Perfettamente conservato nei suoi incastri geometrici e matematici, dove nulla è a caso, rivelano una raffinata tecnica di costruzione e calcolo numerico e numerologico. Questo sito archeologico permette a leggende, miti e verità di coesistere. Negli equinozi il sole crea dei giochi di luci, ombre e proiezioni che destano meraviglia in chi li vive ma non sono effetti fini a se stessi in quanto legati al culto del Sole, del raccolto, del Dio Toro e alla simbologia della spiga di grano. Stessa cosa per il lunistizio maggiore, che porta il prof. Lebeuf a studiare per cinque anni in questo luogo tale fenomeno per poi scrivere un libro: “Il pozzo di Santa Cristina un osservatorio lunare”. Le linee geometriche che lo disegnano suggeriscono la simbologia di un grande utero, che raccoglie e custodisce le manifestazioni del cosmo attraverso simboli legati alla fecondità e alla fertilità dell’unione armonica tra femminile e maschile.

 

AQUA

Per l’elemento Acqua è stato scelto un simbolo decorativo legato al periodo e alla civiltà Maya della Regione dell’Honduras.

Quì troviamo le più importanti piramidi dell’America Latina ma anche un tempio molto più antico all’interno di una piramide, quasi in protezione
come ci racconta l’archeologo Sam Osmanagich. Una storia, quella Maya, ricca di simbologie e archetipi che riportano l’iscrizione nelle colonne,
nei vasi ed oggetti che fanno di questo simbolo un elemento legato alla ciclicità e all’equilibrio del femminile e maschile.
Un moto ascensionale e uno discensionale, emblema degli opposti in questa civiltà antica.

 

AER

Per l’elemento Aria è stata scelta la stoffa Adinkra, legata alle stampe su stoffa prodotte
in Ghana e Costa d’Avorio con simboli riferiti al gruppo etnico Akan. 

Sono simboli legati a proverbi, massime, eventi storici, concetti e tanto altro. Gli Akan sono grandi tessitori già dal XVI sec., i loro tessuti venivano indossati da reali, leader spirituali o persone facoltose durante funerali o cerimonie. Si narra che i simboli siano stati inventati direttamente al re Nana Kwadwo Agyeamn Adinkra. Per dispute e lotte tra tribù questi simboli sono stati per molto tempo fonte di tensioni. Il più antico tessuto Adinkra risale al 1817 e si trova oggi al British Museum. Il simbolo/archetipo scelto è in riferimento alla riconciliazione, all’armonia e alle relazioni.

 

IGNIS

Per l’elemento Fuoco è stato scelto il primo simbolo del Reiki, il CHOKU REI.

Il Reiki è un’antica disciplina giapponese (nata a Kyoto), legata alla figura del suo fondatore il Maestro Mikao Usui, esperto di arti marziali e praticante buddista. La sua tecnica aveva la finalità di ritrovare e mantenere in salute il corpo e la mente. Basata sulla possibilità di diventare canali che veicolano l’energia (infrarossi lunghi per la scienza) presente ovunque (energia universale), attraverso le mani. Ad oggi il Reiki viene insegnato e diffuso anche negli Ospedali e nelle Cliniche Private in tutto il mondo, se ne contano più di 2000. 
(Reiki: scienza e medicina. Studi ed evidenze scientifiche, 2022 – Editore Ricerche&Redazioni)

L’origine di questo simbolo sembra essere Tibetana, il suo utilizzo si riferisce ad un sigillo negli editti imperiali. Nella lingua giapponese Choku Rei significa “decreto” “ordine reale”. Il suo Yantra (aspetto grafico, forma) ci racconta l’idea del movimento a spirale dell’energia che incontra in 7 punti la linea verticale. Va disegnata secondo un ordine geometrico e direzionale preciso. La sua spirale simboleggia la forza centripeta, la sua funzione quella di richiamare e concentrare l’energia del Reiki nel cuore, aumentandone il flusso, simbolo legato alla nostra energia vitale.

 

GEOMETRIA SACRA E BENESSERE

La geometria sacra rappresenta la ricerca umana di comprendere e comunicare l’ordine intrinseco dell’universo che l’essere umano osservava nella natura. Le proporzioni armoniche, ad esempio quelle ritrovate nel “fiore della vita” o nella “spirale aurea”, erano viste come riflesso delle leggi naturali che governano la vita e la materia. Civiltà come quella egizia, greca e indiana hanno osservato che forme come il cerchio, il quadrato e la spirale incarnino l’ordine naturale dell’universo. Contemporaneamente a questa osservazione estatica collegata al senso della “bellezza” emergeva la consapevolezza che la simmetria e l’ordine avevano un influsso positivo sulle sensazioni che le persone provavano di fronte ad un oggetto con una geometria perfetta. Questo percorso è comune a quasi tutte le culture della storia, fondendo nei suoi significati arte, scienza e spiritualità in un linguaggio simbolico universale, percepibile da qualunque osservatore indipendentemente dalla sua appartenenza a quella cultura. Nell’immaginario comune, le forme della geometria sacra sono, spesso ripetute in architettura, arte e rituali, sono manifestazioni visibili di un ordine cosmico più profondo. Ma c’è di più. Il ricercare un significato profondo e naturale delle leggi naturali e il ritrovarle in forme geometriche simmetriche mostravano un altro effetto: una sensazione di benessere interiore. In qualche modo le geometrie sacre richiamano consapevolezza, ed un senso di connessione con il tutto.

La geometria sacra, quindi, non è solo un mezzo estetico o matematico, ma diventa un pecorso di introspezione e crescita spirituale,
capace di dare un senso più profondo alla realtà. Oggi sono le neuroscienze a confermare che questo accade e che addirittura favorisca
il benessere e la saluta mentale per vari motivi:

Le forme geometriche sacre, come il “fiore della vita” o la “spirale aurea”, sono caratterizzate da simmetria e ordine. Pattern regolari trasmettono un senso di simmetria e ordine che stimolano il cervello, favorendo uno stato di calma e riducendo l’ansia. Questo senso di equilibrio visivo può aiutare la mente a radicarsi, stabilizzarsi, con una conseguente sensazione di calma e chiarezza interiore.

Concentrarsi su figure regolari e armoniose aiuta a ridurre il flusso di pensieri caotici, contribuendo a un abbassamento dello stress. Si tratta di un vero e proprio effetto meditativo dovuta proprio alla complessità e la bellezza delle forme che ispirano la mente, favorendo un pensiero creativo e una nuova prospettiva sulla realtà.

Molti vedono in questi modelli la rappresentazione dell’ordine dell’universo. Meditare sulla geometria sacra fa emergere un senso di connessione con un tutto più ampio, alimentando una profonda sensazione di appartenenza e significato. Si tratta di un vero processo di connessione interiore e a percepire un senso di unità con l’universo. 

Questi benefici sono il motivo per cui le forme di geometria sacra sono integrate in pratiche di crescita personale e spirituale. E’ un percorso soggettivo che però accomuna gli esseri umani.

Come avviene questo processo?

I meccanismi che si attivano coinvolgono sia la percezione estetica sia processi neurobiologici. Nello specifico:

– Stimolazione cerebrale e meditazione attraverso l’induzione dello stato meditativo.

– Attivazione delle aree della ricompensa e del piacere che si concretizza nel rilascio di neurotrasmettitori
che migliorano l’umore e rinforzano il senso di benessere.

– Sensazione di connessione e significato rafforzano la consapevolezza di sé e rappresentano la ricerca di un
significato più profondo alla propria esperienza esistenziale. E’ un sentimento di appartenenza e armonia.

References:

The Neuroscience of the Sacred: Exploring the Mechanisms Behind Religious Experience
Psycology and Sacre Geometry: Impact on Mental Health – Peercite Journal of Mental Health
Revealing the real science of consciouness through a novel divine sacred geometrical structure of conscious quanta

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